GACHABASE
?

Finale delle gallerie profonde

Artifact Set

Set Bonuses

2-Piece Set

Bonus DAN da Cryo +15%.

4-Piece Set

Quando l'energia elementale del personaggio è pari a zero, i DAN da attacco normale e da Tripudio elementale aumentano di un 60%. Dopo aver inflitto DAN da attacco normale, l'effetto relativo al Tripudio elementale si disattiva per 6{NON_BREAK_SPACE}s. Allo stesso modo, dopo aver inflitto DAN da Tripudio elementale, l'effetto relativo agli attacchi normali si disattiva per la stessa quantità di tempo. L'effetto può attivarsi anche se il personaggio che equipaggia il set non è in campo.

Stats

MAIN STATS

Lv. 0
4 Star
5 Star
PS
645
717

SUB STATS

Roll 1
Roll 2
Roll 3
Roll 4
PS
209
239
269
299
PS
4.1%
4.7%
5.3%
5.8%
ATT
14
16
18
19
ATT
4.1%
4.7%
5.3%
5.8%
DIF
16
19
21
23
DIF
5.1%
5.8%
6.6%
7.3%
Tasso di CRIT
2.7%
3.1%
3.5%
3.9%
DAN da CRIT
5.4%
6.2%
7.0%
7.8%
Ricarica di energia
4.5%
5.2%
5.8%
6.5%
Maestria elementale
16
19
21
23

Story

?

Canzone echeggiante della Galleria profonda

Un fiore di ghiaccio scolpito con giada del Nord, i cui petali si sono sgretolati nel corso del suo lungo ciclo vitale. Seguendo le istruzioni del suo maestro, la ragazza si diresse a nord, attraversando le gelide steppe e il corridoio di specchi frantumati posto sul bordo del mare ghiacciato.
Dopo aver ucciso innumerevoli mostri che vagavano tra le rovine, intravide finalmente, davanti al tronco avvizzito di un albero argenteo, il barlume di un tesoro sepolto dalla neve.

Era un'epoca in cui la luna d'argento non era stata ancora frantumata dalle fiamme della guerra, un tempo in cui le divine profezie del cielo ancora avevano potere sulla terra.
Il giovane che si era avventurato nelle viscere della terra incontrò il primo angelo, chiedendole delle origini più proibite del mondo.
La figlia dell'alba sussultò a quelle parole sacrileghe, poiché non sapeva come quel mortale avesse potuto scoprire un segreto tanto recondito.
Ma il suo visitatore le rivelò le sue origini, cantando soavi sogni di bellezza che mai prima di allora si erano fatti strada nella sua mente.

In un istante, le catene che la tenevano vincolata al sovrano si sfaldarono come la tela di un ragno: per la prima volta, aveva scoperto cosa significasse essere al servizio di sé stessa.
E alla persona che amava più di ogni altra cosa, ella rivelò ogni nozione del creato, i più proibiti dei segreti.

"È un peccato che il vostro signore osi profanare esseri così nobili.
Anche gli autori demoniaci degli incubi più sanguinosi, che godono nel tormentare le anime, s'indignerebbero di fronte a una simile crudeltà.
O fanciulla dell'alba, che non hai mai conosciuto l'amore, lascia che io sia il nemico delle tue leggi.
Leva gli occhi verso le stelle, per il bene di tutte le creature segregate dal tuo sovrano.

Concedimi di essere la tua spada, il tuo scudo, la tua guida, il tuo imperdonabile cospiratore in questa ribellione."
Fu così che lei, la più eccelsa fra gli angeli, si piegò in avanti e lo baciò sulla fronte, mentre innumerevoli fiori di ghiaccio sbocciavano sul gelido albero argenteo.
Ma quell'istante di tradimento non passò inosservato poiché, proprio in quel momento, le lune del cielo fecero capolino tra la coltre di nubi: un desiderio ancora più ardente si stava facendo strada dentro di loro...
?

Patto antico della Galleria profonda

Un accessorio dalla forma piumata scolpito con giada del Nord, che sfavilla di un bagliore ultraterreno. Seguendo le istruzioni del suo maestro, la ragazza si diresse a nord, attraversando le gelide steppe e il corridoio di specchi frantumati posto sul bordo del mare ghiacciato.
Dopo aver ucciso innumerevoli mostri che vagavano tra le rovine, intravide finalmente, tra i resti abissali, il barlume di un tesoro sepolto nella neve.

Eppure, non era stata lei la prima forestiera ad aver messo piede in quel luogo. Molto prima che i discendenti dell'Estremo Nord potessero anche solo sognare di immergercisi,
un'esploratrice, la cui volontà soprannaturale aveva attraversato il cosmo, aveva formulato un giuramento di riunione con un Signore dei Draghi, prima che questi sprofondasse nell'oscurità.

Quell'esploratrice, come una scriba dispersa in un vuoto desolato, era tenuta a non interagire in alcun modo con le civiltà primordiali.
Mentre il suo corpo senza vita dormiva all'interno di un remoto costrutto celestiale a forma di disco, la sua mente spaziava in un vuoto sterminato, per anni luce di distanza.
Tracciando innumerevoli popoli e civiltà destinate a perire, meditava sulle verità ultime dell'universo in quell'oscurità eterna.
Poi, una lieve luce squarciò la sua coscienza, risvegliandola dopo decine di millenni di meditazione.

La luce proveniva da un mondo piccolo e ordinario ai margini della spirale, e dal Drago primordiale nato assieme a esso.
Anche se un giorno la morte avesse generato una notte senza fine, e il suo sole non fosse altro che una fugace fiammella,
quella volontà, incatenata alla sua crosta terrestre, avrebbe brillato più intensamente di tutte le civiltà che avesse mai visto.
Incapace di reprimere le infinite meraviglie e il dolore che inondavano il suo cuore, enunciò un solenne decreto al suo sovrano:

"Ho visto la fine senza luce che trapassava gli ammassi stellari come un fuso tra fili di seta.
Ho visto la fredda marea del caos sommergere ogni canto, spazzando via il bene e il male nel silenzio eterno.
Eppure, mio gentile e magnanimo re, ancora ti rifiuti di abbandonare il tuo popolo?
Questo mondo è condannato alla rovina: lascialo andare e viaggia con me oltre le stelle più lontane."

Così rispose il fiero drago:
"O amica di un mondo lontano, mi hai svelato verità nascoste al di là del cielo, e di questo ti sono grato.
Ciononostante, per quanto rozze possano apparire ai tuoi occhi, queste creature per me sono il senso stesso dell'universo.
Se la marea dell'oblio è di là da venire, possano le mie ossa essere l'estremo baluardo di questo regno.
Sii testimone del cammino che ho scelto, poiché io guiderò la mia gente verso le stelle."

Tuttavia, quando l'esploratrice tornò, il mondo non era più lo stesso che ricordava...
Le ossa della terra erano state incatenate da quattro pastoie, e il tenue bagliore bianco del cielo si era separato in sette tonalità immutabili.
Come fumo nel vento, il Signore dei Draghi era svanito cedendo il posto all'Alato, che dal suo trono dominava il chiarore delle tre lune.

Dopo l'inattesa dipartita del Drago, l'esploratrice non intendeva disturbare il nuovo sovrano di quel mondo.
Tuttavia, sfidando le leggi dei suoi simili, riversò in segreto la sua coscienza nel mondo circondato da quel guscio.
S'incarnò nel corpo di un giovane, e cominciò a camminare tra quei cordati,
ascoltando i loro dibattiti sempre più accesi e accaniti, in quella città fatta d'oro...
?

Istante d'oblio della Galleria profonda

Un orologio da tasca scolpito con giada del Nord, le cui lancette si sono bloccate per sempre nell'attimo della sua distruzione. Seguendo le istruzioni del suo maestro, la ragazza si diresse a nord, attraversando le gelide steppe e il corridoio di specchi frantumati posto sul bordo del mare ghiacciato.
Dopo aver ucciso innumerevoli mostri che vagavano tra le rovine, intravide finalmente, di fronte alla torre dorata, il barlume di un tesoro sepolto dalla neve.

Era un'epoca di cui non si ha più alcuna memoria, quando la città nell'Estremo Nord brillava come fili dorati sulle lande ghiacciate.
Le fornaci delle gallerie profonde rimbombavano giorno e notte. Gli artigiani, ricorrendo a metodi proibiti, forgiavano schiere di spiriti fatati usando ossa di bestie titaniche.
Avendo intessuto il pallore dell'algida luna in carni e ossa perfette, l'innestarono su sembianze precedentemente fragili e deboli.
La creazione di un potere così grande era un tempo prerogativa del divino Signore del firmamento, ma era stata ceduta ai mortali da parte dell'emissaria ribelle,
che sognava, un giorno, che quelle piccole creature creassero un essere perfetto in grado di fondersi col mondo.

Nelle gallerie profonde, che ancora oggi rimangono intatte, il primo angelo sussurrava al suo compagno dolci sogni sull'alba a venire...
"Vedo un tempo in cui le nazioni della terra non desidereranno più la misericordia celeste.
Le città che costruiranno s'innalzeranno oltre le nuvole, più in alto del trono e delle stelle.
Vedo gli umani condividere il cielo con gli dèi che un tempo veneravano.
Non ci saranno più lacrime, né dolore, né morte, perché ogni cosa sarà giunta a compimento."

Eppure, alla fine, quelle sfrenate, folli e ambiziose fantasie piombarono giù dal cielo, insieme a spuntoni di cristallo blu scuro.
Le fate si tramutarono in nebbia argentea, emettendo grida agghiaccianti, e nel giro di una notte, i gelidi venti distrussero lo splendore della città dorata.
L'emissaria traditrice venne privata del nome e della forma e, da quell'istante in poi, una maledizione si abbatté sui suoi simili...
Se avessero osato posare gli occhi su qualcun altro, e avessero offerto a una sola persona l'amore destinato a tutti,
non solo la loro bellezza divina si sarebbe sgretolata nel vento, ma anche le loro menti si sarebbero ridotte in polvere...
E dunque, dalle ceneri di ciascuno sarebbe affiorato un Seelie, destinato a errare per sempre in cerca di ricordi evanescenti di cui nutrirsi.
?

Banchetto d'onore della Galleria profonda

Una coppa scolpita con giada del Nord. Si dice che un tempo un'antica civiltà la utilizzasse come recipiente cerimoniale per compiere offerte ai cieli. Seguendo le istruzioni del suo maestro, la ragazza si diresse a nord, attraversando le gelide steppe e il corridoio di specchi frantumati posto sul bordo del mare ghiacciato.
Da sola attraversò le rovine dell'Abisso a spirale, intenzionata a trovare le tracce di un'esploratrice di cui aveva parlato il magico maestro della spada...

Era l'epoca in cui l'argenteo pallore della luna illuminava ancora la terra dell'Estremo Nord, e gli emissari del cielo continuavano a guardare con sdegno la polvere e la terra.
Avendo mosso a ira gli emissari divini con quesiti sui progressi della conoscenza, il popolo della Città dorata iniziò a discutere incessantemente su come placare la loro rabbia.
I sacerdoti si accusavano a vicenda di sacrilegio, di aver profanato l'amore, la prosperità e la saggezza degli dèi.
Cercavano di identificare chi tra loro fosse il colpevole principale: volevano che chi aveva osato corrompere le menti del popolo fosse anche la persona che avrebbe acquietato gli emissari divini.
Tuttavia, all'improvviso, una voce si levò dal clamore...

"Se il peccato deriva dalla ricerca della conoscenza, allora la vera dottrina è l'ignoranza; se deriva dalla ribellione, allora solo l'agnello è veramente virtuoso.
Se il peccato dev'essere espiato col sangue, allora perché dovrebbe nascere dall'umanità? Se le leggi sono perfette e impeccabili, allora perché temere delle semplici domande?"

Era solo un ragazzo di umili natali che, dopo aver superato furtivamente i guardiani, era entrato nella sala dove i sacerdoti si erano riuniti.
Confutò l'una dopo l'altra tutte le loro erudite affermazioni, e le accuse di eresia diedero spazio a un silenzio composto da nient'altro che sguardi rabbiosi.
In quella sala priva di voci, il sommo sacerdote, con la sua corona di rami bianchi, finalmente congedò le guardie che erano accorse.

"O eretico oratore... Stando alle tue eloquenti parole, sei davvero convinto che questo grave peccato non sia altro che un'illusione dei mortali...
Pertanto, sarai tu a bere da questo calice d'ardente ira. Recati al cinereo albero argenteo e appellati agli emissari che c'hanno condannato."

Così, quel giovane sconosciuto s'avventurò nei profondi recessi della terra, in cerca di una risposta da parte del primo angelo...
?

Corona perduta della Galleria profonda

Un elmo impregnato d'ossessione, proprio come la mente del suo precedente proprietario. Il suo ornamento di giada sembra risalire a un'epoca ancora più antica. Seguendo le istruzioni del suo maestro, la ragazza si diresse a nord, attraversando le gelide steppe e il corridoio di specchi frantumati posto sul bordo del mare ghiacciato.
Dopo aver ucciso innumerevoli mostri che vagavano tra le rovine, intravide finalmente, attraverso un velo stracciato, il barlume di un tesoro sepolto dalla neve.

Era un'epoca in cui le masse ignoranti s'inchinavano ancora ai decreti del cielo, e la corte reale dell'astro dell'aurora pendeva al di sopra delle nuvole.
Nobili e magnifiche creazioni discesero dalla luce, e i mortali, ignari della loro vera natura, li chiamavano "angeli".
Le loro ali argentine brillavano come fiamme al chiaro di luna; le loro corone, fabbricate con le ossa della terra e le stelle del firmamento, erano adornate da sette raggi.
Il nome sulle corone rappresentava l'amore promesso a tutte le creature dagli dèi celesti, o forse il mandato per governare le nazioni della terra.

"Amerete ogni essere su questa terra, con il cuore, con l'anima e con la potenza.
Amerete come la rugiada del mattino anela all'alba, e i semi i venti alisei."

Essi erano i servitori più fedeli della corte celeste, giudici infallibili e portatori di giustizia.
Tessero un velo per il grande sovrano del firmamento, rivelando il sacro verbo a tutti i regni.
Tale era il compito per cui erano stati generati, o almeno così avrebbe dovuto essere...

Poi, il primo angelo incontrò un giovane senza nome sotto l'albero argenteo dell'Estremo Nord.
E in quelle pupille simili a stelle, vide un'immagine di sé che non aveva mai visto prima.
Era un amore fuori da ogni legge, una libertà che il cielo non avrebbe mai concesso.
Il suo cuore palpitò in modi a lei sconosciuti, e l'eterna corona di stelle forgiata in nome dell'amore d'improvviso si spezzò.
Poggiandola nella neve ai piedi dell'albero argenteo, la fanciulla dell'alba pronunziò il suo giuramento:

"Ora vieni, resta con me... Riscriviamo queste assurde leggi con le ossa, e nutriamo l'infecondo Nord col nostro sangue.
Costruiamo una città e una torre che arrivi fino alle nuvole, così che le genti non debbano più versare lacrime di dolore.
Restituisco alla polvere quest'inutile corona, così che tutte le nazioni sulla terra possano liberarsi dalle loro catene."